Valle delle Ferriere: ad Amalfi uno spettacolo naturale

Quando si parla di Amalfi si pensa subito al mare, al Duomo e ad altre bellissime meraviglie: in pochi, invece, conoscono la riserva naturale di Valle delle Ferriere.

Il percorso all’interno della riserva porta dai Monti Lattari verso Amalfi, attraversando i boschi e ruscelli. Il nome deriva proprio dai ruderi di ferriere di origine medievale che è possibile trovare lungo il percorso.

L’ultima parte del percorso presenta mulini azionati ad acqua, impiegati per la produzione della famosa carta di Amalfi.

Valle delle Ferriere tra passato e presente

La valle vanta posizione particolare, tra i monti di Scala, che la protegge dai venti freddi mentre è aperta alle correnti caldo-umide meridionali, quindi soggetta a piovosità abbondante nel corso di tre mesi.

Questo ha reso possibile conservare indenne il suo microclima, conservando così le specie vegetali  di epoche lontane. In particolare si trova qui una pianta rara: la Woodwardia radicans, esempio di pianta del periodo pre-glaciale.

La Valle è popolata anche da diverse specie animali, tra cui in particolare la cosiddetta Salamandra con gli occhiali. Lungo il percorso s’incontra l’antica ferriera che riforniva di ferro la Repubblica marinara di Amalfi e che da il nome alla Valle.

Il percorso

Il percorso nella Valle delle Ferriere è semplice e dura circa tre ore. Una passeggiata nella natura della costiera amalfitana.

Punto di partenza è il borgo di Pontone, frazione di Scala a 225 metri sopra il livello del mare.

Pontone è raggiungibile con la linea degli autobus che collegano Amalfi, Ravello e Scala. Se avete voglia di camminare, da Ravello attraverso stradine e vie semplici da percorrere, ci si arriva facilmente.

Da Pontone, partendo dalla piazza, bisogna percorrere la mulattiera seguendo il percorso principale e lasciandosi a destra le ripide scale.

Oltrepassato un arco, vi ritroverete davanti ad un antico presepe ambientato in una casa contadina. Gli arredi e i suppellettili sono stati appositamente realizzati  e gli abitanti sono degli spaventapasseri.

Da qui si trova una scalinata che porta direttamente ad Amalfi e un sentiero che si addentra nella valle, tra limoneti e vigneti. Oltre una piccola salita si trova un acquedotto e dopo questo si raggiungerà la prima ferriera e il Torrente Canneto. Il sentiero poi in discesa porta ad Amalfi.

Il percorso non è faticoso e si sviluppa tra boschi, ruscelli e cascate oltre che le rapide del Rio Canneto. Questo un tempo era utilizzato come forza motrice dei mulini delle antiche cartiere, dove era creata la famosa carta di Amalfi.

Oggi la carta è ancora molto richiesta e alcuni esemplari possono essere visti al Museo della Carta di Amalfi. Nella valle si possono ancora oggi visitare i ruderi delle vecchie cartiere risalenti al XII secolo.

Solo per appassionati

Per tutti quelli che amano il trekking e sono avventurieri, è possibile fare una piccola deviazione del percorso prima di rientrare ad Amalfi.

Questo sentiero alternativo permette di raggiungere la Riserva Integrale dove crescono gli esemplari di Woodwardia radicans, un’antica felce risalente all’epoca delle glaciazioni.

La specie sopravvive in questo luogo grazie all’ambiente fresco e umido. Questo percorso alternativo è abbastanza breve ma più impegnativo del principale, vivamente sconsigliato se non siete allenati e soprattutto da evitare se ci sono bambini nel gruppo.

L’avventura più particolare è l’attraversamento del torrente su di un tronco di legno posizionato qui come ponte per arrivare al sentiero che, in salita, porta alla recinzione della Riserva.

Qui all’interno lo spettacolo delle cascate. L’ambiente è recintato, quindi non visitabile. Tuttavia sono molte le persone che oltrepassano la recinzione comunque, per potersi gustare da vicino lo spettacolo delle cascate.

E’ altamente raccomandato il rispetto più totale dell’ambiente e della natura, da non alterare in nessuna maniera.

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Da qui, una volta ammirato l’ultimo spettacolo della natura, si costeggia il lato sinistro del fiume per rientrare, in circa quarantacinque minuti, ad Amalfi dove potrete visitare il Museo della Carta accennato poco sopra.

Per portare a casa un esempio di Carta di Amalfi originale basta recarsi alla Cartiera Amatruda, che la produce ancora secondo le tecniche tradizionali.