La limonicoltura amalfitana alla conquista del mondo

Immagina una fragranza avvolgente e migliaia di macchie gialle su sfondi verdi e azzurri, una brezza leggera dal mare che suona le foglie e rinfresca mani rotte e sapienti; chiare pietre che il sole rende roventi e fronti arse e sudate, gambe ricurve e schiene piegate, come il mitico Atlante a sorreggere il mondo, in una profumata processione di “formichelle”. Immagina movimenti attenti e leggiadri sospesi tra terra, cielo e mare, dita dure come legno che da secoli massaggiano piante generose. Il limone amalfitano è molto più che un frutto, racchiude favolose suggestioni di tempi passati e racconti di viaggiatori incantati, custodisce la sapienza di giardinieri divini e la tenacia di una comunità che costruisce con sacrificio il suo futuro.

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Fonte foto: Flavia Amabile

Una grande storia raccontata dalla stampa nazionale e mondiale

Un legame ormai inscindibile quello tra i coltivatori di limoni e il paesaggio della Costiera Amalfitana che finalmente riceve la giusta attenzione. Magari sarà anche merito delle nuove tendenze del mercato che accendono continuamente i riflettori sulla gastronomia di qualità e di conseguenza sul mondo che vi ruota intorno, ma come si può non provare un brivido di orgoglio e un pizzico di commozione nel vedere finalmente i “contadini volanti”, anima nascosta della Costiera, nei racconti di attenti scrittori, sulle pagine di quotidiani nazionali ed internazionali, in documentari e in programmi televisivi. “The Guardian”, “La Stampa”, “La Repubblica”, pochi giorni fa Il Sole 24 ore e altre numerose testate celebrano il duro lavoro dei coltivatori della Costa D’Amalfi. Osservando con attenzione, in fondo ai volti sorridenti dei limonicoltori balzati oggi agli onori delle cronache, sembra quasi scorgere la contentezza degli anonimi eroici contadini dei secoli passati, i loro sguardi arcigni riempirsi di soddisfazione per aver ricevuto finalmente un degno posto nella storia della loro amata terra. Lo sfusato amalfitano è ormai immancabile nelle cucine e nei piatti dei grandi chef e fortunatamente qualcuno ha notato che questo prodotto, seppur di qualità divina, non scende certo dal cielo ma è letteralmente il frutto di un’antica tradizione agricola, portata avanti tra mille difficoltà e con un amore viscerale.

Video realizzato da Flavia Amabile, giornalista del quotidiano La Stampa, autrice de “I contadini volanti

I passaggi necessari per raggiungere i grandi palcoscenici

Fondamentale per la giusta collocazione del limone amalfitano sul mercato è stato il riconoscimento del marchio di indicazione geografica protetta (I.G.P.) che ne tutela la produzione e la commercializzazione, e così, a quasi quattrocento anni dalla prima catalogazione di Giovan Battista Ferrari, il “Limon Amalphitanus” entra nell’olimpo degli agrumi. A contribuire alla rinascita dei limoneti della Costiera Amalfitana è, inoltre, una crescente tipologia di turismo attenta alle biodiversità e alla giusta comprensione delle specificità del territorio visitato, trasformando così i limoneti della costa in destinazioni turistiche. La strada da percorrere è ancora lunga, ripida e faticosa come le rampe di scale che conducono ai nostri limoneti, ma la  passione e il rispetto per il lavoro degli antenati hanno danno la forza di continuare con ostinazione a curare i nostri “pomi aurei delle esperidi”, a salvaguardarne la qualità e a custodire le terrazze dove sono piantati, un lavoro fondamentale che preserva il delicato equilibrio del paesaggio amalfitano.