Duomo di Ravello

Il Duomo di Ravello è una chiesa dedicata a Santa Maria Assunta la cui data di costruzione risale alla fine del XI secolo. E’ una basilica di derivazione benedettino-cassinese, con tre navate divise da enormi colonne ed un transetto sopraelevato per la presenza della cripta sotterranea. Il duomo fa parte delle bellezze artistiche di Ravello e della Costiera Amalfitana che ogni anno richiamano milioni di turisti in questi magnifici luoghi pregni di storia, arte e cultura.

Storia e caratteristiche del Duomo

La cattedrale fu fondata nel 1086 sulla base del modello dell’abbazia di Montecassino, la costruzione terminò attorno al 1087. Proprio di questo periodo sono gli architravi delle tre porte nella facciata. La porta principale in bronzo è stata donata da un nobile ravellese, Sergio Muscettola, realizzata da Barisano da Trani nel 1179. E’ costituita da due battenti in legno con 80 formelle: 54 figurate, 26 decorative. La tecnica di decorazione delle formelle è il bassorilievo. Nelle iconografie vi sono rappresentati, dal basso verso l’alto, il mondo animale e vegetale, l’universo umano e quello celeste.

All’interno del Duomo, nella navata centrale si possono ammirare due magnifici amboni. L’ambone del Vangelo fu realizzato da Nicola di Bartolomeo da Foggia nel 1272. Di fronte è situato l’ambone dell’epistola, dove viene raffigurato l’episodio biblico del profeta Giona e del mostro marino. Questo secondo ambone fu donato dal secondo vescovo della diocesi Costantino Rogadeo nel XII sec.

Il pulpito è un’opera di Nicola di Bartolomeo da Foggia, donato nel 1272 da Nicola Rufolo.  E’ costituito da una scala di accesso e una cassa ed è ornato da ritratti di Nicola Rufolo e sua moglie sull’arco all’ingresso della scala interna. Al centro del pulpito un lettorino realizzato a forma di aquila che regge un codice con la scritta: in principio erat Verbum.

Di notevole rilievo, infine, è la cappella dedicata al patrono della città, San Pantaleone. Costruita nel XVII secolo per dare degna collocazione alle reliquie del santo, venne conservata fino ad allora al fianco dell’altare maggiore. Al centro della cappella un maestoso dipinto del martirio del Santo, opera del 1638 del pittore genovese Gerolamo Imperiali. La reliquia del sangue è custodita in un reliquiario in argento dorato: ogni 27 luglio si può osservare la liquefazione del sangue del Santo.

Ciò che caratterizza questa cattedrale è la presenza dei Musei del Duomo: il Museo dell’Opera e la Pinacoteca d’arte medievale e moderna.

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I musei del Duomo

Il Museo dell’Opera del Duomo di Ravello è stato istituito nel 1983 e si sviluppa proprio nella cripta della Basilica e nella parte che fu un tempo cimitero cattedrale. Si possono trovare la sezione lapidea, la sezione pittorica e la collezione delle Icone di San Pantaleone, custodita nella cappella feriale. Inoltre è presente una raccolta d’Arte Contemporanea allestita nella via Tecta.

La Cripta dove si sviluppa il museo è a pianta semplice e corrisponde all’intero vano della crociera sopraelevata. Attraversata da una file di sei colonne in granito che danno forma a quattordici volte a crociera, con capitelli diversi, quattro corinzi e compositi, due medievali di cui uno liscio e l’altro con rosette stellate e le facce dell’abaco legate da un boro liscio da cui pendono delle foglie. Le colonne che sono situate all’ingresso dell’abside centrale hanno capitelli decorati con fiori di loto. La Cripta fu sede della Confraternita della Madonna del Carmine dal 1679 al 1935, alla quale si accedeva attraverso due scale riaperte durante i lavori di ristrutturazione del 1973. Vi erano tre  altari, in corrispondenza delle absidi: quello maggiore era sovrastato da una immagine che raffigurava l’incoronazione della Beata Vergine.

All’interno del Museo sono particolarmente interessanti alcuni elementi scultorei del bestiario medievale che componevano il ciborio del  1279, ossia quella struttura a baldacchino che sovrasta l’altare nelle chiese, opera di Matteo da Narni e donate alla cattedrale da Matteo Rufolo. Il ciborio si innalzava su quattro colonne con capitelli corinzi che reggevano gli architravi decorati con mosaici e simboli dei quattro Evangelisti.  L’aquila, simbolo dell’evangelista Giovanni, rimase fino al 1973 sulla lunetta del portale principale del duomo. Di particolare interesse anche il busto di Sigilgaita Rufolo, in passato situato sul portale di accesso all’ambone del Vangelo. Degno di citazione, infine, il Falconiere, opera del Xiii secolo legata al gusto antichizzante di Federico II.

Alla Pinacoteca si accede dalla navata sinistra del Duomo. Qui trovate esposti una quadreria dal XVI al XIX secolo con dipinti provenienti dalle cappelle del Duomo che non vi sono più, oppure da altre chiese vicine.  Tra le opere ve ne sono alcune di Giovanni Angelo e Giovanni Antonio D’Amato. Dalla Pinacoteca si accede alla Via Tecta, dove è custodita la raccolta d’arte contemporanea.