Gli scavi archeologici eseguiti nel corso di quest’ultimo secolo attestano che Minori in epoca imperiale romana, doveva certamente essere una località di soggiorno assai frequentata, come testimoniato dal ritrovamento di un’antica villa romana risalente al I secolo e di altri edifici signorili nelle vicinanze non ancora portati completamente alla luce.
La villa a due piani, di cui si conserva solo il pianterreno, fu scoperta nel 1932 dal muratore Luigi D’Amato mentre eseguiva dei lavori nella proprietà Sammarco.
Realizzata quasi sulla spiaggia dell’antico litorale, alla foce di un piccolo fiume, il Regina Minor, rappresenta una delle più notevoli fabbriche di età imperiale presenti in Campania e costituisce una delle più rilevanti testimonianze di Villa Marittima.
La mancanza di sculture, lastre marmoree, vasellame ed altre suppellettili, asportati dai tombaroli nel corso degli anni, rendono difficile l’individuazione di un ipotetico proprietario, che doveva certamente essere una persona dalle notevoli possibilità finanziarie e dotato di alto livello culturale. Lo confermano l’interessante ciclo di affreschi e le decorazioni a stucco che ornano le pareti e le volte di alcune sale interne e del “ninfeo”; lo splendido mosaico in bianco e nero con scene di caccia e rappresentazione di esseri marini cavalcati da nereidi, che orna il pavimento del triclinio ninfeo; la monumentale apertura verso il mare, il “viridarium” con vasca centrale circondata da un portico su tre lati, e il vasto cortile che circonda la villa per circa 2500 metri quadrati.
Di grande importanza è la scoperta di un ambiente con “suspensurae”, il cui pavimento, poggiante su colonnine di mattoni, permetteva ai vapori di riscaldamento di penetrare nelle intercapedini e creare ambienti termali riscaldati, il che lascia intuire, il grande interesse che i Romani nutrivano, già dal I secolo, per le attività termali.
Al complesso archeologico è annesso un Antiquarium, edificato negli anni Cinquanta, nel quale sono esposti i reperti provenienti dallo scavo della villa e quelli rinvenuti durante gli scavi di Vietri e Tramonti, insieme a quelli provenienti dai recuperi subacquei. Nelle vetrine sono ospitati materiale ceramico, lucerne, ami da pesca e strumenti per la filatura delle reti, elementi di decorazione e di rivestimento in marmo. |