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In una delle meravigliose valli interne dei monti Lattari ove scorre il fiume Satrono, circondata da colline ricche di boschi, nei quali echeggiano i brusii delle sorgenti dalle acque limpidissime, sorge Tramonti, da “Intra montes” terra fra i monti, il paese “polmone” della Costiera Amalfitana.
Fu fondata secondo lo storico Filippo Cerasuoli, dai Picentini del gruppo Osco-Umbro mescolati ad Etruschi ed altri popoli, intorno al 200 a. C., che, sconfitti dai Romani, trovarono rifugio nella valle edificandovi i primi casali, come testimoniano numerosi reperti archeologici.
Per gli eventi storici che l’hanno caratterizzata attraverso i secoli, Tramonti è strettamente legata alla città di Amalfi ed ha avuto una grande importanza nella nascita della Repubblica Amalfitana; inoltre la vediamo coinvolta, con le popolazioni rivierasche, nella difesa della città contro i Longobardi fino a quando Amalfi, nell’839, fu proclamata Repubblica.
Cominciò da allora il periodo di massimo splendore, che si protrasse per oltre due secoli, sia in campo economico-commerciale che in campo culturale. Tante famiglie nobili di Tramonti entrarono così a far parte dell’aristocrazia amalfitana e ravellese: ad esse appartennero uomini illustri nel campo economico, giuridico ed amministrativo, consiglieri di Principi e Re; questo spiega come Tramonti oggi abbia un gran numero di chiese antiche sparse sul proprio territorio e sia ricca di monumenti di varie epoche.
Nell’assalto che i Normanni, sotto il comando di Ruggiero il Normanno, mossero contro la Repubblica d’Amalfi, Tramonti contrastò fortemente le forze avversarie con la guarnigione della fortezza di Montalto; sopraffatta questa fortezza, cadde pure il castello di Ravello ed avvenne così la resa definitiva della Repubblica Amalfitana che nel 1127 venne sottomessa al dominio normanno. Cominciò, così, il periodo oscuro di Amalfi e anche la grandezza e l’importanza di Tramonti e degli altri paesi della costiera andò diminuendo.
Dai Normanni, il ducato di Amalfi passò agli Svevi nel 1197, poi agli Angioini nel 1266 e successivamente agli Aragonesi nel 1442.
Più che un comune vero e proprio, Tramonti è una comunità sparsa su balzi e radi pianori costituiti da tredici casali:
· Pucara, anticamente detta Pocara, in cui si trovano la chiesa di S. Erasmo e il Regio Monastero di S. Giuseppe e Santa Teresa, quest’ultimo, un tempo, Conservatorio che accoglieva ragazze, giovanetti e trovatelli, fu trasformato in monastero l’8 dicembre del 1723 dalla Venerabile Madre Serafina.
· Novella, un piccolo villaggio in cui un’antica chiesa parrocchiale, ora dedicata a S. Bartolomeo, era un tempo intitolata a S. Antonio perché appartenente alla confraternita omonima.
· Gete, il cui nome deriva da una famiglia patrizia del luogo, “De Getis”, ha la sua parrocchiale intitolata a S. Michele Arcangelo e una splendida cappella rupestre del XIII secolo.
· Ponte, una borgata di modeste dimensioni, sia per estensione che per numero d’ abitanti. Ha una chiesa parrocchiale dedicata a S. Felice, ma è molto venerata anche la Madonna del Rosario detta comunemente Madonna del Ponte.
· Campinola, derivante da “Campi di Nola”, cioè sede di un gruppo di soldati nolani anticamente presenti sul posto. È la borgata più grande di Tramonti con una parrocchiale dedicata alla Madonna del Carmine con annessa la Confraternita del SS. Nome di Dio.
· Corsano, l’antica Cupersanum, con la chiesa parrocchiale dedicata a S. Pietro Apostolo.
· Cesarano, dal nome di “Cesare” per l’impronta romana della sua fondazione, ha una grande chiesa parrocchiale a tre navate dedicata all’Assunta in cui si conserva la preziosa reliquia del braccio di S. Trifone, rinvenuta durante i lavori di ampliamento del 1514.
· Pietre, dal nome della natura rocciosa del posto, ha la chiesa parrocchiale dedicata a S. Felice di Tenna, ma è molto venerata anche la Madonna delle Grazie la cui festa con processione si svolge il 2 luglio.
· Capitignano, dal nome di una famiglia patrizia del luogo i “Capistrano”; ha la sua chiesa parrocchiale dedicata a S. Maria della Neve del XVI secolo, originariamente dedicata a S.Giacomo Apostolo.
· Figlino, da “figlini” i figli illegittimi appena nati accolti presso il brefotrofio presente sul posto, oggi posto sotto l’attuale chiesa intitolata alla SS. Annunziata, protettrice dei figli di nessuno. Di particolare importanza la chiesa di S. Pietro che presenta all’interno una struttura interamente decorata in stile barocco.
· Paterno S. Arcangelo, posta alle falde di Montalto su cui sorgeva il castello omonimo, conserva una chiesa dedicata all’Assunzione, in stile romanico e risalente al IX-X secolo, recentemente ristrutturata e valorizzata, dopo il crollo della parrocchiale di S. Michele distrutta dal terremoto del 23 novembre 1980.
· Paterno S. Elia, anticamente chiamata S. Elia di Satrone, con una parrocchiale dedicata a S. Elia; è molto sentita la devozione per la Madonna della Pietà la cui festa si celebra l’8 settembre di ogni anno. |