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Praiano è un antico borgo di pescatori adagiato sulla dorsale che dal monte S. Angelo scende a tre Pizzi, verso il Capo Sottile, in una delle più belle insenature della Divina Costiera al centro tra Amalfi e Positano.
È una località dal clima particolarmente mite, di rara bellezza con le sue coste frastagliate a picco sul mare, le insenature tra piccoli arenili, le cale e calette che permettono di godere della carezza delle acque soltanto a chi conosce o riesce a scoprire i rivoli di scale che tra ulivi, pini, oleandri e buganvillee portano al mare.
Marina di Praia, con il porticciolo di pescatori, la chiesetta dell’Annunziata, le cento barche al sole, le reti sparse e le piccole case bianche abbarbicate alle pareti rocciose, spesso ingentilite da chiazze di verde, è un piccolo regno o, se volete, una piccola repubblica retta da regole, usi e costumi tramandati di padre in figlio.
Nel Medioevo Praiano, l’antica Plagianum, fu uno dei casali della Repubblica Amalfitana; il nucleo abitativo sin da allora era caratterizzato da due entità: il casale di Praiano in alto e il casale di Vettica Maggiore in basso. Una divisione che caratterizzava anche le attività lavorative a seconda di quello che madre natura metteva a disposizione; e cosi mentre a monte abitavano i contadini, in basso vi erano i pescatori.
Era quindi una città marinara ma anche sede di rinomati laboratori per la seta, il filo, il lino e soprattutto il corallo, nelle sue acque abbondantissime.
Per la sua invidiabile posizione e la sua particolare bellezza, Praiano fu prescelta da Carlo I d’Angiò quale sede di Università, e dai dogi con le loro corti quale luogo di villeggiatura.
Essa fu meta di itinerari spirituali destinati a giovani cultori di belle arti e di letteratura, che nelle loro opere hanno lasciato impresse le emozioni e le suggestioni dei luoghi visitati.
Oggi Praiano, che può abbracciare con lo sguardo le isole Li Galli e nello sfondo l’isola di Capri, è un rinomato centro turistico che vive la sua estate all’insegna di un turismo diverso, per gli amanti di una natura ancora incontaminata, quasi alternativo a quello delle consorelle più famose, più affollate, più consumistiche. |