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Situata tra il mare e l’alta scogliera, la piccola e deliziosa Atrani, fisicamente quasi unita ad Amalfi, si colloca su uno stretto lembo di terra tra il monte Aureo e Civita, allo sbocco della Valle del Dragone.
Stretta tra arditi picchi rocciosi che incombono con la loro imponenza sull’abitato e sulla pittoresca baia sottostante, Atrani è il centro costiero che, con la sua struttura tipicamente medioevale, ha meglio conservato le sue antiche caratteristiche topografiche. Il fascino di Atrani, in cui è impossibile privilegiare un itinerario, è data dalla compatta bellezza del tessuto urbano, dall’intrico di scalinatelle, archi e vicoletti, dal contrasto di luci e ombre dei suoi caratteristici piazzali, dal biancore degli intonaci, dal colore dei giardini e degli orti ancora diffusi tra le case.
È il più piccolo paese d’Italia per estensione, con i suoi antichi borghi formatisi, in appena 0,9 Kmq., intorno alle chiese di Santa Maddalena, S. Salvatore di Berecto, S. Michele, Santa Rosalia e Santa Maria del Bando.
Attraversata dal piccolo fiume Dragone, ha una piccola spiaggia raccolta e protetta da dove, la sera, partono per la pesca le lampare, che nella notte costellano il mare di mille punti luminosi.
Fondata assieme ad Amalfi da nuclei romani provenienti da Scala a Ravello, col nome di Atranum, (=oscuro), ha strettamente unito la sua storia a quella della Repubblica Marinara di Amalfi, assumendo il titolo di civitas.
Frequentata ed abitata dalle famiglie più nobili della Repubblica amalfitana, Atrani incoronò e seppellì i dogi nella cappella Palatina presso la chiesa di S. Salvatore di Birecto; fu saccheggiata e distrutta dai pisani nel 1135 e nel 1137. Oggi Atrani è un centro di produzione agricola (produce olive, limoni, uva e mandorle) ma anche un apprezzato centro turistico che ha conservato gelosamente la sua riservatezza, a suo modo “isola” nel mare del turismo di massa. |