Duomo di Amalfi: tutto sulla Cattedrale Meravigliosa

Duomo di Amalfi

Il Duomo è una delle principali attrattive di Amalfi. Visitato ogni anno da migliaia di turisti, lascia il visitatore letteralmente incantato per la sua imponenza: nella piazza capita spesso di trovare vacanzieri che, con lo smartphone o con la macchina digitale, cercano la migliore prospettiva per inquadrarlo al meglio per portarsi dietro un ricordo o per condividerlo sui social network.

Dove si trova e come ci si arriva

Il Duomo di Amalfi si trova nell’omonima piazza, poco distante da Piazza Municipio, fulcro delle attività turistiche della cittadina dopo il lungomare.

La Cattedrale è il monumento simbolo della città di Amalfi e si può raggiungere in auto dalla strada statale 163 venendo sia da Salerno che da Sorrento.

I mezzi pubblici da utilizzare sono gli autobus della SITA mentre in estate sono previsti anche dei collegamenti via mare.

Orari di apertura

Il Duomo di Amalfi è aperto tutti i giorni, durante le funzioni è concessa l’entrata gratuita, per accedere al Museo e al Chiostro del Paradiso è previsto un biglietto di ingresso di 3 euro.

Da marzo a giugno il Duomo di Amalfi è aperto dalle 9.00 alle 18.45, mentre da luglio a settembre dalle 9.00 alle 19.45.

Durante il periodo invernale da novembre a febbraio, il Duomo di Amalfi apre al mattino dalle 10.00 alle 13.00, il pomeriggio invece dalle 14.30 alle 16.30.

Sei in Vacanza ad Amalfi? Scopri i Nostri Straordinari Consigli!

Storia e cenni artistici

La Cattedrale di Amalfi è un complesso architettonico che comprende due basiliche comunicanti, una cripta inferiore, la scalea che conduce all’atrio di ingresso, il campanile e il Chiostro del Paradiso.

Il nucleo originario del Duomo di Amalfi è da ricercare nella più antica basilica del “Crocifisso” esposta a nord con l’ingresso ad ovest e l’altare che guarda verso est. L’impianto del Duomo risale alla fine del IX secolo e si può facilmente individuare quando ci si porta sulla navata più grande, mentre quella laterale a destra funge anche da collegamento con l’altra basilica.

Il Duomo è dedicato a S. Andrea Apostolo e dal 987 è cattedrale Arcivescovile, mentre per stabilire con certezza l’origine della diocesi di Amalfi possiamo affidarci ad una lettera che Papa Gregorio Magno inviò nel 596 d.c. al rettore delle Chiese della Campania con cui richiamava il vescovo della Civitas Amalfitana ad alloggiare in sede.

La posizione in cui è sorto il Duomo di Amalfi è strategica non solo perché è centrale rispetto al resto della città, consentendo uno sviluppo urbano ordinato, ma ha protetto la stessa dagli attacchi dei nemici.

Il pianoro rialzato di 20 metri rispetto al mare è fatto di pomice vulcanica molto dura e resistente, in gergo i produttori la chiamano “torece”.

Rimane ben poco dell’impianto originale del Duomo di Amalfi, se non colonne e capitelli che sono stati recuperati dagli edifici romani e trasportati via mare da paesi lontani.

Portandosi verso l’abside si notano i tre piccoli archi a sesto ribassato, tipici dell’architettura bizantina del VI secolo, che poggiano su colonne e pilasti che sono stati inglobati in seguito, gli stessi si trovano nella cappella dei Santi Cosma e Damiano che ha subito delle modifiche nel corso del XIV secolo ed è stata trasformata in cripta superiore (chiamata anche Presepe).

La storia del Duomo di Amalfi è fatta di una serie infinita trasformazioni e opere di ristrutturazione voluti dagli arcivescovi che l’hanno reso l’imponente edificio che si svela ai nostri occhi senza troppi segreti.

Durante il corso del IX secolo l’impronta paleocristiana della chiesa del Crocifisso lasciò il passo a quella romanica, tuttavia l’opera di modifica non è stata completata, anche l’occhio meno esperto nota l’intenzione dell’architetto di conservare le transenne, le balaustre e gli splendidi portali di marmo bizantini e longobardi con intrecci di funi, figure di animali e motivi floreali a spirale.

La basilica antica in principio era stata dedicata alla Vergine Assunta, la patrona della città, ai Santi Cosma e Damiano e ad Andrea Apostolo.

In una cronaca del IX secolo è riportato che per un breve periodo sono state ospitate le spoglie di S. Trofimena, protettrice della Costiera Amalfitana e patrona di Minori.

L’edificio nuovo venne costruito più tardi, dopo il 987 quando Mansone I, duca di Amalfi, riuscì ad ottenere da Giovanni XV l’elevazione a sede arcivescovile, e venne consacrato a San Andrea Apostolo, protettore della diocesi da diverso tempo.

Alla fine dei lavori, il Duomo di Amalfi ricordava più una moschea araba che un edificio cristiano.

Nei primi anni del XIII vennero effettuati dei lavori di ampliamento con la realizzazione del transetto, della cripta della confessione, dell’atrio e delle bifore e monofore poste sulla cupola radiale sulla scala che consente di scendere nella cripta.

La nuova basilica iniziò a sostituire per importanza quella vecchia dedicata all’Assunta.

Nel 1176 in seguito ad altri lavori, si era ridotta ad un’unica navata e nel 1180 l’antico ingresso fece spazio al campanile completato nel 1276 ad opera dell’arcivescovo Filippo Augustariccio che fece aggiungere anche la cella campanaria con archi intrecciati di maioliche.

Lo steso tra il 1266 e il 1268 ha fatto edificare il Chiostro del Paradiso di cui parleremo in segito.

Nel corso dei secoli gli interventi non si sono fermati, nel XIV secolo infatti furono aggiunti dei pinnacoli gotici e venne realizzato un mosaico sulla facciata dedicato a S. Andrea Apostolo.

Nel 1931 e per 60 lunghi anni sono stati disposti dei nuovi lavori per recuperare la struttura medievale originaria della Basilica del Crocifisso.

Nel Duomo, invece, gli elementi barocchi e rococò sono da attribuire all’arcivescovo Michele Bologna che fece chiudere le colonne in pilastri di marmo e decorò i matronei con fregi; il soffitto della navata centrale e il transetto vennero ricoperti di oro zecchino e le cappelle medievali furono distrutte, rimangono solo documenti di archivio.

Anche la facciata venne trasformata così come raccontano le tele esposte nella sagrestia con la costruzione della scalea di accesso decisamente diversa rispetto a quella del 1452. Purtroppo la facciata subì gravi danni e ben presto lo stile barocco venne abbandonato nel rispetto degli elementi romanici originari.

Nel Chiostro è stato conservato un frammento del mosaico del XII secolo. Questi nuovi lavori terminarono nel 1891 e la facciata del Duomo di Amalfi assunse l’aspetto che conosciamo noi, di tipo medievale con mosaici bizantini che rappresentano Gesù Cristo dell’Apocalisse con i 4 evangelisti e gli apostoli.

L’opera venne realizzata da una ditta di Venezia sulle tele di Morelli.

La visita al Duomo di Amalfi termina con la sosta nel Chiostro del Paradiso che, come abbiamo specificato, venne ordinata dall’arcivescovo Filippo Augustariccio per fungere da cimitero per i nobili.

È collegato al  palazzo arcivescovile e attaccato alla basilica dell’Assunta. In questo cimitero c’erano sei cappelle che appartenevano a nobili famiglie e ne ospitavano gli amabili resti dei rappresentati più illustri.

Vi sono cinque sarcofaghi importanti che hanno resistito all’inesorabile scorrere del tempo: il primo rappresenta il ratto di Proserpina, il secondo raffigura in rilievo le nozze di Peleo e Teti mentre a lato vi sono Romolo e Remo allattati dalla lupa con la seguente iscrizione “Cesarius de Alaneo de Amalfia – MCCXL”, un altro sarcofago romano ha il nome di Publio Ottavio  Rufo, poi vi è quello che riporta lo stemma della famiglia dei Favaro, e infine quello di Pietro Capuano, arcivescovo amalfitano deceduto nel 1359 con immagini del Cristo con i dodici apostoli e della Madonna.

Nel chiostro vi sono degli affreschi di diversa importanza a livello storico-artistico, singolare è quello che raffigura la Crocifissione della scuola giottesca. Al centro del Chiostro del Paradiso, anch’esso in stile arabo, c’è un giardino con palme che con molta probabilità è stato costruito dopo il restauro del 1908 visto che dagli inizi del XVII secolo era stato abbandonato.