Amalfi

La città di Amalfi, che dà  il suo nome al tratto di costa da Vietri sul Mare a Punta Campanella, è uno dei più rinomati centri turistici della costa campana, conosciuta ed apprezzata in tutto il mondo per le sue bellezze artistiche e naturali, il suo mare limpido e la sua ben sviluppata e raffinata struttura ricettiva turistica.Amalfi

Su questa pagina cercheremo di scoprire cosa vedere ad Amalfi, come arrivare e quali sono le cose da fare assolutamente: su CostieraAmalfitana.com sono presenti le recensioni dei migliori ristoranti, hotel, B&B ed i consigli per raggiungere le spiagge più belle e visitare i monumenti ricchi di storia del territorio.

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Passiamo ora all’approfondita guida su Amalfi: continua a leggere!

Amalfi: cosa vedere?

Prepariamoci per vivere insieme un viaggio straordinario in uno dei posti più belli del mondo!

  1. Cenni su Amalfi
  2. Cosa vedere ad Amalfi
  3. Come arrivare ad Amalfi
  4. Dove mangiare
  5. Dove dormire
  6. Approfondimento: storia di Amalfi

Cenni su Amalfi

L’abitato, inconfondibile nell’aspetto e pittoresco per la dislocazione, si aggrappa agli sbalzi rocciosi dei monti Lattari inoltrandosi nell’angusta Valle dei Mulini con strade, scalinatelle e vicoli che si dipanano dalla collina e si incuneano tra abitazioni e splendidi giardini terrazzati.

Ogni angolo, ogni viuzza e ogni piazzetta aprono prospettive inusitate e scorci silenziosi e pittoreschi: è questo lo scenario che ha incantato generazioni di viaggiatori, il paesaggio romantico per eccellenza, dove la dolcezza del clima e la bellezza di ville case addossate una all’altra si coniugano con la natura aspra e apparentemente inospitale di montagne a picco sul mare.

L’affermarsi come Repubblica Marinara, gli intensi rapporti con il mondo arabo e bizantino ne fecero una “città ricca e opulenta” in tuttto il bacino del Mediterraneo.

Famosa per i suoi traffici e le sue relazioni diplomatiche, legò il suo nome alla bussola di Flavio Gioia ed alle “Tavole Amalfitane”, il primo tra i codici di diritto marittimo.

Il valore artistico e architettonico dei monumenti, l’indescrivibile bellezza del paesaggio, il folclore delle tradizioni ne hanno fatto e ne fanno una località incomparabile tanto da far dire a Renato Fucini che “per gli Amalfitani che andranno in Paradiso sarà un giorno come tutti gli altri”.

Soprattutto storico e artistiche appaiono le suggestioni che richiamano il visitatore ad Amalfi. Tra i monumenti di maggiore importanza, il Duomo è la meta più ambita per i turisti.

Vieni con me… in Costiera

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Pubblicato da Amalfinotizie su Venerdì 8 aprile 2016

Cosa vedere ad Amalfi

Il fascino che emana insieme alle altre località della Costiera Amalfitana permette al turista, alle coppie innamorate, alla gente tutta di vivere momenti magici.

Duomo di Amalfi
Duomo di Amalfi

La pianta di Amalfi presenta una forma triangolare, la cui base è costituita dalla zona Sud, a mare.

Qui troviamo la Darsena, una parte del porto costruita dopo il 1900, con costruzioni murarie, dove si riparavano le navi il riferimento a terra, quella coperta e antica, è costituita dall’Arsenale, antico cantiere dove si costruivano le galee della Repubblica Marinara, oggi sede del Museo della bussola e del Ducato Amalfitano e luogo di importanti eventi culturali.

La zona verso Est è quella in direzione di Atrani, la parte opposta va verso Conca dei Marini e Positano.

E’ proprio in questo tratto di mare che si trova la Grotta dello Smeraldo, raggiungibile facilmente con mezzi pubblici dal centro cittadino e meta, ogni anno, di escursioni da parte di turisti provenienti da tutto il mondo.

Amalfi si affaccia dolcemente sul mare con il caratteristico insieme di case aggrappate alla roccia, di stradine anguste tra un disegno di archi, di torri antiche a guardia del paese.

Consigliatissima è una passeggiata tra i vicoli del centro storico, tra gli slarghi che di tanto in tanto incontrerete e sulle scale che portano ai quartieri alti, sarete assaliti da profumi e scorci indimenticabili.

Amalfi centro storicoSul versante occidentale il quartiere che affaccia sulla statale e sulla piazza Flavio Gioia è detto rione Vagliendola, dominato dalla chiesa di San Biagio, permette attraverso le sue rampe di scale di raggiungere l’antico Convento dei Cappuccini, oggi un lussuoso albergo e nei pressi della galleria sottostante al convento, imboccare la via maestra dei villaggi che vi conduce, attraverso paesaggi e odori suggestivi, alle varie frazione di Amalfi.

Imboccando le viuzze del versante orientale potrete raggiungere, attraverso strette e tortuose rampe e stradine, il cimitero monumentale che domina Amalfi e il centro di Atrani, passando per diversi splendidi e significativi luoghi, tra cui l’antico convento di San Francesco con il bellissimo chiostro, oggi sede dello storico Hotel Luna.

Il fitto reticolato di viuzze e gradini è dominato dal Duomo di Amalfi; dal suo portico potrete accedere al Chiostro del Paradiso e alla Basilica del Crocifisso, la prima cattedrale amalfitana oggi sede dell’importante Museo diocesano di Amalfi.

chiostro del paradisoNel versante meridionale della piazza è collocata la fontana di S. Andrea Apostolo realizzata nel 1760. La sua attuale collocazione risale alla fine del 1800 quando fu trasferita dalla posizione originaria ai piedi della scalinata del Duomo.

Il complesso artistico è formato dalla statua marmorea dell’Apostolo ai cui piedi ci sono quattro angeli anch’essi in marmo; sui due lati si trovano, a sinistra, una colomba, e a destra un proteo marino detto il “Pellicano” o “Pulicano” dal soprannome del pescatore che fece da modello, e al centro vi è una sirena.

Verso Nord, attraverso la strada centrale affiancata da viuzze laterali strette e gradini ci si inoltra verso Valle dei Mulini e le Ferriere.

valle delle FerriereDa qui partono alcuni splendidi sentieri da trekking e dove sono localizzati numerosi e bellissimi giardini di limoni amalfitani e laboratori che producono il limoncello, oltre alle antiche Cartiere che producono la famosa e pregiata Carta d’Amalfi, a cui è stato dedicato l’interessante Museo della Carta.

Le frazioni di Amalfi

Pogerola è la frazione più popolosa di Amalfi,  insieme a Tovere, è la sola frazione di Amalfi a non essere bagnata dal mare.

Il casale di Pogerola compare nelle carte  soltanto nel X secolo, indicato dal Castrum Pigellule, un castello che si ergeva sul dorso della collina occidentale di Amalfi, di cui ancora sono visibili alcune vestigia.

I luoghi di interesse sono: il santuario della Madonna delle Grazie, nella piazza di Pogerola, poco distante la parrocchia di S. Marina, il santuario di S. Maria dei Fuonti raggiungibile con un breve percorso di trekking che attraversa l’antica porta del Gaudio, la passeggiata al Castello.

Lone, a meno di 1 km da Amalfi, è raggiungibile dalla statale e dalla via maestra dei villaggi ed è caratterizzata dai bellissimi giardini a terrazzamenti e dalla chiesa di S. Maria Vergine con l’antico campanile del 1200.

Pastena, a poco più di 1 km da Amalfi, raggiungibile attraverso la via maestra dei villaggi e con la strada carrabile che arriva a Pogerola, gode di uno dei migliori panorami su Amalfi, in particolare dalla chiesa della Madonna Assunta, costruita nel XIV sec con le tipiche volte a crociera a sesto acuto, e dominata dal singolare campanile con tetto in maioliche verde marino.

Vettica Minore, a circa 3 km dal centro di Amalfi, è raggiungibile attraverso la strada statale, ed è ai confini con il territorio comunale di Conca dei Marini, da non confondere con Vettica Maggiore, nel comune di Praiano. Vettica Minore è proiettata sul mare, con splendide spiaggette tra cui la rinomata S. Croce dove, tra le tante formazioni rocciose marine, troverete il suggestivo arco naturale detto “degli innamorati”.

Nelle spiaggette e sulla scogliera non mancano alcuni ottimi ristoranti che sapranno esaltare e farvi apprezzare al meglio lo spettacolo del panorama, attraverso gli odori e i sapori dei tipici piatti di mare.

Tovere, a circa 4 km da Amalfi lungo la strada che conduce a Furore e Agerola,  fu fondata nel XIII sec. da alcuni marinai e contadini con il nome di Tobulum. Gode di uno splendido panorama su cui spicca il campanile della chiesa di San Pietro Apostolo, detta S. Anna, costruita nel XIII sec in stile arabo-normanno.

Come arrivare ad Amalfi

La città non è servita dalla linea ferroviaria ma in compenso esistono diversi modi per raggiungere Amalfi che potete leggere sulla pagina appositamente allestita sul sito.

Come arrivare ad AmalfiIn sintesi:

Il servizio più economico è il trasporto pubblico dei bus SITA. Amalfi è il capolinea di diverse tratte, la SITA garantisce corse regolari in partenza da Salerno (orari), Sorrento (orari) e Agerola oltre ad alcune linee dirette da Napoli (orari). Per chi arriva da Napoli, in mancanza della linea diretta, è consigliato raggiungere Salerno e da qui cambiare mezzo per Amalfi.

Amalfi, da aprile a fine ottobre, è servita anche da linee marittime, con partenze dai vari approdi della Costiera tra cui Positano. da Salerno (orari) e da Capri.

Negli snodi principali troverete, inoltre, molte vetture per servizio Taxi. Sono attive infine diverse società di noleggio auto con conducente e senza, o come ultima ma non meno piacevole possibilità, di noleggio scooter.

Dove mangiare ad Amalfi

Amalfi ospita un numero considerevole di ristoranti di vario tipo. E’ preferibile cercare quelli che sono specializzati nella cucina a base di pesce oppure gustare una buona pizza in uno dei tanti locali del territorio.

Per approfondire, suggeriamo di leggere le recensioni dei ristoranti della Costa Amalfitana presenti sul portale, la guida ai migliori ristoranti secondo Gambero Rosso e quella sulle più importanti pasticcerie del territorio.

Dove Dormire ad Amalfi

L’offerta turistica di Amalfi e della Costiera Amalfitana è ampia e variegata, adatta ad ogni tipo di clientela.


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Per approfondire: Cenni sulla Storia di Amalfi

In questo scenario la storia e la leggenda si sovrappongono. La leggenda vuole che Ercole si innamori della ninfa Amalfi, che mori prematuramente, e che Ercole volle seppellire nel posto più bello del mondo dove, per immortalarla, fonda una città  alla quale volle dare appunto il nome di Amalfi.

Secondo il Chronicon Amalphitanum inveceAmalfi fu fondata nel IV secolo d.C., al tempo dell’Imperatore Costantino, da un gruppo di famiglie romane che, partite alla volta di Costantinopoli, furono sorprese da una violenta tempesta nel mar Ionio e costrette a rifugiarsi presso Ragusa in Dalmazia.

Dopo una breve sosta ripresero la navigazione e tra Palinuro e Pisciotta fondarono un villaggio che, dal nome del fiume che scorreva in quel luogo, chiamarono Melfi; successivamente minacciati dalle frequenti incursioni dei Vandali, pensarono di riparare più a Nord, nell’attuale costiera, ove scoprirono un luogo ben protetto e ricco d’acqua e decisero di stabilirvisi definitivamente.

Dopo un iniziale insediamento a Scala, fondarono due città  nelle valli sottostanti cui diedero il nome di Amalphia in ricordo del paese lucano abbandonato e di Atranum da ater = oscuro a causa delle rocce che incombevano sulla stretta vallata.

Un’altra ipotesi vuole che il nome di Amalfi derivi dal cognome di una gens romana del I sec. d.C., gli Amarfia.

Al I sec d.c. sono infatti datati i resti della Villa Romana presenti nei pressi dalla Cattedrale che costituiscono le prime maggiori evidenze dell’insediamento di Amalfi.

Nel VI sec, al tempo della guerra greco-gotica, la città di Amalfi costituisce l’estrema propaggine meridionale del Ducato bizantino di Napoli, nelle sembianze di un Castrum, un villaggio fortezza.

L’assenza di un potere centrale forte (la capitale era la lontana Bisanzio) lasciò ampi spazi per l’emancipazione amministrativa ed economica di Amalfi che nel 596 era già sede vescovile.

La libertà  fu sempre conquistata a caro prezzo: nell’836 Sicardo, duca longobardo di Benevento, grazie al tradimento di alcune famiglie locali, espugnò la città  saccheggiandola e deportando gran parte della popolazione a Salerno.

In seguito alle divisioni interne della corte longobarda, gli amalfitani tre anni dopo riuscirono a riorganizzarsi e a ribellarsi infliggendo una dura sconfitta ai longobardi, uccidendo il duca Sicardo e liberando gli ostaggi amalfitani ancora prigionieri a Salerno.

Il 1° Settembre dell’839 fu quindi dichiarata l Indipendenza di Amalfi che così si costituiva in Repubblica autonoma e sovrana.

Da quel momento e per i successivi tre secoli, gli amalfitani sono stati governati da un’autorità  che era quasi sempre loro diretta espressione con titoli che cambiarono nel tempo: comiti, prefetti, giudici o duchi; i governanti attuarono una scaltra politica di alleanze per salvaguardare gli interessi commerciali e l’autonomia della Repubblica. In alcune occasioni, Amalfi si alleò anche con i Saraceni, ma non esitò poi a combatterli, fino alla loro definitiva cacciata dal territorio amalfitano nel 915.

La sua grandezza risale ai secoli X e XI quando Amalfi si affermò sia in campo politico che in quello commerciale tanto che le sue navi cominciarono a solcare i mari e a spingersi sempre più lontano alla ricerca di nuovi mercati.

Dai suoi celebri arsenali uscivano gigantesche galee a 116 remi, le più grandi del tempo e nel suo porto transitavano spezie, profumi, seta e tappeti preziosi.

Fu la prima Repubblica Marinara indipendente ed estese la propria giurisdizione non solo sul territorio costiero da Cetara a Positano con le isole de Li Galli e Capri, ma anche sull’Interno, sui centri di Scala, Tramonti, Agerola, Lettere, Piemonte e Gragnano; poté battere moneta ed avere una propria costituzione.

Tutto il territorio fu protetto da un sistema di difesa impostato unitariamente: vennero costruiti un castello a Tramonti per la protezione della strada del valico di Chiunzi e quattro castelli a Lettere, Gragnano, Pino e Pimonte per protezione della strada di accesso da Agevola; particolarmente curata fu la difesa della città  sulla costa, secondo un sistema ritenuto per l’epoca inespugnabile.

Il castello di Maiori e la sua cinta muraria rappresentavano la principale difesa contro i longobardi di Salerno; i castelli di Minori, Agerola, Ravello e di Scala assieme alle Torri di Pontone garantivano la sicurezza di Amalfi, a sua volta cinta da mura. In tal contesto di efficienza e di organizzazione gli amalfitani si dotarono per primi di un codice marittimo, la Tabula Amalphitana, un insieme di leggi, regole e consuetudini di 66 capitoli che regolamentavano i rapporti tra i componenti degli equipaggi e tutta la materia del commercio marittimo; tale codice era rispettato universalmente in tutto il bacino del Mediterraneo.

La sua autonomia ed il suo splendore durarono fino al 1135, anno in cui la città  venne saccheggiata da parte degli ex alleati di Pisa, la nuova potenza marinara emergente, ma precedentemente aveva anche subito una dura sconfitta da parte di Roberto il Guiscardo e poi di Ruggero il normanno; il maremoto del 1343 e la terribile pestilenza del 1348 ne accelerarono la decadenza.

Amalfi perse allora la sua importanza commerciale, la sua indipendenza e la sua condizione di Repubblica marinara.

Amalfi e tutti gli altri paesi della Costiera che erano state splendide località  ricche di storia da leggere nei sontuosi palazzi ornati di affreschi, nelle chiese, nei marmi, nelle colonne e nelle fontane, si avviavano a diventare modesti paesi che, privi della ricchezza che veniva dal commercio sul mare, ritornarono all’economia tradizionale che veniva dalla pesca, dell’artigianato e dell’agricoltura.

Soltanto sul finire dell’Ottocento, con l’affermazione del fenomeno turistico, Amalfi fu scoperta come meta di soggiorno e di studio da numerosi viaggiatori stranieri: fu così che i paesaggi, i monumenti, le scene di vita quotidiana divennero fonte di ispirazione per scrittori, pittori ed artisti provenienti da ogni parte d’Europa.

E’ a partire dai primi decenni del XX secolo, tuttavia, che il richiamo esercitato dalle bellezze paesaggistiche dei luoghi e le suggestioni derivanti dal loro passato ricco di storia, hanno via via attirato l’attenzione di un numero sempre più ampio di estimatori, restituendo ad Amalfi e alla sua costa una posizione di primo piano in ambito internazionale.